Paul Klee: il pittore che trasformava i colori in musica.

Paul Klee nacque nel 1879 in Svizzera ed è stato uno degli artisti più importanti del XX secolo. Era capace di unire musica, poesia e pittura. Cresciuto in una famiglia di musicisti, suonava molto bene il violino, ma poi decise di dedicarsi all’arte. Anche nei suoi quadri si può sentire un legame tra suoni e colori.
Studiò all’Accademia di Belle Arti di Monaco con Franz von Stuck, che era un pittore e scultore tedesco. All’inizio faceva soprattutto disegni e lavori di grafica mentre cercava il suo stile.
Durante un viaggio in Italia scoprì l’arte classica e i colori del Mediterraneo e scrisse tutto nei suoi diari.
Nel 1914 fece un viaggio in Tunisia con il pittore August Macke. Lì rimase colpito dalla luce e dai colori, e scrisse: “Il colore mi possiede… io e il colore siamo una cosa sola: sono un pittore”.
Durante la Prima guerra mondiale andò nell’esercito, ma continuò comunque a dipingere. Nel 1920 iniziò a insegnare al Bauhaus, una scuola d’arte molto importante che si trovava in Germania, dove lavorò insieme a Wassily Kandinsky.
I suoi quadri hanno forme geometriche, colori particolari e sembrano quasi musicali. Alcune delle sue opere più famose sono “Macchina del cinguettio”, “Senecio” e “Pesce magico”.
Quando arrivò al potere Adolf Hitler, le cose cambiarono: i nazisti lo chiamarono “artista degenerato” e tolsero le sue opere dai musei. Così fu costretto a lasciare la Germania e tornare a vivere a Berna, in Svizzera.
Nel 1935 si ammalò di Sclerodermia, una malattia grave che colpisce la pelle. Anche se stava male, continuò a lavorare tanto e a dipingere.
Morì nel 1940 a Muralto e lasciò circa 9.000 opere. Oggi molte sue opere si trovano allo Zentrum Paul Klee di Berna, in Svizzera.
Alberto Buscicchio


