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Ritorno al passato: quando la scuola era “Preistorica”!

 

Ritorno al passato: quando la scuola era “Preistorica“!

Cinquant’anni fa la scuola non era affatto come la conosciamo oggi! Immaginate un mondo senza tablet, senza LIM e, soprattutto, senza il registro elettronico. C’era un solo insegnante per tutte le materie (spesso una maestra), e tutto il sapere era racchiuso in un unico, enorme libro chiamato Sussidiario.

Nelle scuole fortunate che avevano un giardino, si usciva per la merenda o il pranzo, ma attenzione: niente mensa organizzata! Il cibo si portava rigorosamente da casa nel “cestino”. I maestri di una volta avevano la fama di essere molto severi (quelli gentili erano merce rara!) e ogni assenza richiedeva una giustificazione scritta a mano su un libretto cartaceo.

Per capire meglio come si viveva tra i banchi negli anni ’60, abbiamo intervistato una testimone d’eccezione: la signora Marina Fiorentino, nonna di Azzurra.

🎤 L’Intervista: A scuola con Nonna Marina

Azzurra: “Nonna, in che anni hai frequentato le elementari?”

Marina: “Io adoravo andare a scuola! Ho frequentato le elementari dal 1966 al 1971, proprio nel periodo in cui il mondo stava cambiando velocemente.”

Azzurra: “Che tipo di scuola frequentavi?”

Marina: “Andavo in una scuola privata a Lecce, gestita dalle suore del Sacro Cuore. Le lezioni si tenevano dal lunedì al sabato, dalle 08:30 alle 12:30. Sì, avete capito bene: si andava a scuola anche il sabato!”

Azzurra: “Come si svolgeva una lezione tipica?”

Marina: “C’era un’unica maestra per tutto. Quando entrava in classe, scattavamo tutte in piedi in segno di rispetto per salutarla. Non c’erano grandi spazi comuni, quindi l’intervallo si faceva nel corridoio.”

Azzurra: “C’era una divisa obbligatoria?”

Marina: “Certamente. Indossavamo tutti un grembiulino bianco. Per distinguerci, avevamo un fiocco colorato: rosa per le bambine e blu per i bambini.”

Azzurra: “Si dice che gli insegnanti fossero duri… com’era la tua maestra?”

Marina: “In realtà io sono stata fortunata! La mia maestra era dolcissima. Pensa che, se restavamo a casa ammalati, ci chiamava con il telefono fisso (non esistevano i cellulari!) per sapere come stavamo e quando saremmo tornati.”

Azzurra: “E gli zaini? Erano pesanti come i nostri?”

Marina: “Più che zaini, erano cartelle rettangolari di cuoio o cartone pressato, molto robuste. Dentro mettevamo il libro di lettura, il sussidiario, i quadernini e l’astuccio con le penne a sfera o i pastelli.”

Insomma, a sentir parlare di quegli anni sembra quasi di studiare l’era dei dinosauri! Eppure i nostri nonni sono una fonte inesauribile di storie e informazioni. Riescono sempre a placare la nostra curiosità e a ricordarci che, anche senza tecnologia, la scuola era un posto magico.

Il nostro consiglio? Fatene tesoro e, ogni tanto, chiedete ai vostri nonni: “E ai tuoi tempi, com’era?”. Le loro risposte vi sorprenderanno!

Azzurra De Santis e Gaia Portaluri

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