Un pianeta da … sostenere!
Dalla comparsa dell’uomo sulla Terra, il cambiamento climatico ha subito un forte cambiamento nell’era Antropocene. Con le sue attività, l’uomo ha condizionato l’ambiente aumentando le emissioni di gas, come anidride carbonica e ossido di azoto dovuti alla combustione di carbone e petrolio.
Nel 2015 193 paesi dell’ONU hanno dato vita all’”Agenda 2030″, un programma d’azione per lo sviluppo sostenibile. L’Agenda si basa su 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e 169 target da raggiungere entro il 2030. Tale agenda è stata pensata basandosi su 5 concetti chiave: persone, prosperità, pianeta, pace e partnership.
Il concetto di “persone” sottolinea l’importanza della vita sulla Terra: tutti gli esseri umani possano vivere una vita dignitosa senza povertà; quello della prosperità permette di garantire a tutti una vita prosperosa, promuovendo uno sviluppo economico, sociale e tecnologico; in quello del pianeta, l’Agenda 2030 riconosce il dovere di proteggere la Terra dal deterioramento, attraverso un consumo e una produzione sostenibili e l’azione urgente contro il cambiamento climatico. Il concetto della “pace” sostiene il fatto che bisogna promuovere società giuste, pacifiche e inclusive, libere da paura e violenza; quello di “partnership” richiede una collaborazione globale, basata su uno spirito di solidarietà rafforzata, coinvolgendo governi, imprese, organizzazioni internazionali, società civile e cittadini. L’Agenda 2030 impone un imperativo chiaro: proteggere la Terra dal degrado attraverso modelli di consumo e produzione sostenibili e un’azione immediata contro il cambiamento climatico. In questo contesto, la transizione energetica emerge come pilastro fondamentale. L’energia eolica, solare, idroelettrica, oceanica e geotermica, sono fonti di energia rinnovabili e sono opzioni più ecologiche rispetto alle fonti fossili, in quanto si rigenerano naturalmente nel tempo, non si possono esaurire. La mobilità sostenibile promuove un nuovo modello di trasporto, volto a ridurre l’inquinamento e a garantire un sistema accessibile a tutti. L’inquinamento da microplastiche, particelle di plastica inferiori a cinque millimetri, sta causando danni irreversibili agli ecosistemi marini e terrestri. L’industria della moda, responsabile di una quota significativa delle emissioni di carbonio (8-10%), contribuisce a questa crisi. Nel 2020, il consumo insostenibile di risorse da parte del settore tessile ha raggiunto livelli allarmanti: per ogni cittadino dell’UE, sono stati utilizzati 9 m³ di acqua, 400 m² di terreno e 391 kg di materie prime. La deforestazione, che ha devastato oltre 420 milioni di ettari di foreste tropicali in 25 anni, aggrava ulteriormente la situazione.” L’IUCN ha lanciato l’allarme: oltre 44.000 specie animali sono a rischio di estinzione imminente. Le cause di questa tragedia sono chiare: inquinamento, distruzione degli habitat, commercio illegale e bracconaggio.” Per un futuro sostenibile, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. La soluzione? Le ‘5 R’: riutilizzare, riciclare, rigenerare, recuperare e ridurre”
Cristina Arnesano
Irene D’Antonio



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