“La Voce che cuce il mondo”
In occasione del concorso “La Voce”, ho realizzato quest’opera insieme al coro di voci dei bambini con un obiettivo preciso: offrire ai più piccoli uno strumento espressivo per affermare, con forza e coralità, il rifiuto della guerra.
Ciò che abbiamo realizzato nasce da una riflessione sul valore simbolico delle mani. Troppo spesso, nei contesti di conflitto, le mani sono associate all’uso delle armi. Il nostro intento è ribaltare questa immagine: le mani dei bambini sono nate per aiutare, accarezzare, curare, stringere e… CREARE.
Attraverso la tecnica dell’uncinetto, abbiamo dato forma a un grande simbolo di pace. Ogni singolo fiore che lo compone rappresenta la voce di un bambino ed ogni bambino ha realizzato, con pazienza, amore e sorrisi, uno o più fiori. L’unione di tutti i fiori traduce in linguaggio visivo il concetto di coro: voci individuali che, insieme, diventano un messaggio univoco e potente di pace.
L’opera vuole ricordare che l’educazione alla pace passa anche attraverso il fare creativo. Restituire alle mani dei bambini la loro funzione primaria — quella di costruire, non di distruggere — significa investire in un futuro in cui il dialogo prevalga sul conflitto.
Maestra Giuliana Catanzaro e gli alunni della classe 5^A
Giuliana Catanzaro